SENTENZA EMANATA DAL TRIBUNALE DI CATANZARO
CATANZARO – La notizia è sicuramente di quelle curiose per l'epoca in cui viviamo. Quotidianamente migliaia di cittadini italiani incontrano persone di altri paesi, si spostano da un continente all'altro, viaggiano, per questo motivo sono maggiormente esposte alle influenze di altre culture e sono spinti, a volte, a scegliere per i loro figli nomi veramente unici. Ecco perchè la vicenda di una bambina di cinque anni, nata in Francia e residente in Calabria, costretta dal tribunale a cambiare nome ci sembra l'antitesi di quanto sopra descritto. Andrea “rea” di essere tornata in patria non potrà più avere quel nome “equivoco”. La decisione l'ha presa il tribunale di Catanzaro, accogliendo l'istanza di rettificazione del nome presentata dalla procura. Appellandosi al dpr 396 del 2000 ("il nome del bambino deve corrispondere al sesso" e che è vietata l'assegnazione di “nomi ridicoli o vergognosi”), i giudici hanno nuovamente “battezzato” la bambina con il nome Giulia, anteponendolo a quello che si porta dietro dal 2004; i genitori avranno trenta giorni di tempo per sceglierne, se lo vorranno, un altro, ovviamente altrettanto femminile.
